Domani Wuhan ritira le restrizioni

La maggior parte delle vittime di Coronavirus sono state registrate in Europa, che resta il continente più colpito, secondo i calcoli della France Presse. Nel Vecchio Continente, i morti per Covid19, sono infatti 53.928. L’Italia detiene il triste primato delle vittime (16.523), seguita dalla Spagna (13.798) e dalla Francia (8911).

Anche negli Stati Uniti la situazione è preoccupante, con 10.993 morti per Coronavirus. Nel mondo, dall’inizio della pandemia, sono state contagiate 1.350.759 persone, di cui 708.898 in Europa, 384.947 negli Stati Uniti e nel Canada e 122.348 in Asia.

La Cina ha registrato, lunedì, 32 casi di contagio da Coronavirus, tutti importati e, per la prima volta, nessun decesso. E’ quanto comunicato dalla Commissione Sanitaria Nazionale (Nhc). I decessi zero sono emersi, per la prima volta, dal 23 Gennaio, data d’inizio del conteggio quotidiano della pandemia e dell’annuncio della chiusura della provincia dell’Hubei e del suo capoluogo Wuhan, l’epicentro del contagio, negli sforzi di contenere il Covid19.

Se i nuovi casi interni sono azzerati, sono saliti però quelli importati, con 32 casi lunedì. Dopo 76 giorni Wuhan, il focolaio della pandemia del Coronavirus, domani vedrà cadere una serie di restrizioni più rigide e vincolanti, del 23 Gennaio, tra cui la possibilità di lasciare la città.

Per molti, uno dei principali obiettivi sarà semplicemente mangiare una ciotola di “reganmian”, il più popolare e tipico piatto di “noodle” piccanti del capoluogo della provincia dell’Hubei. Con la vita, da alcuni giorni orientata verso una inaspettata normalità, considerando le gravissime condizioni di fine Gennaio, molti residenti hanno cominciato a lavorare e ad uscire, con molteplici precauzioni, come per le App, che segnalano lo stato di salute dei singoli e quindi la possibilità di muoversi, per gustare finalmente lo “guozauo”, il vecchio termine dialettale di secoli, che indica la colazione.

Ci auguriamo anche noi, che presto diminuiscano sempre più le vittime, fino ad arrivare a “zero contagi”, per ritornare a vivere la più semplice normalità.

Fonti: Ansa

Licia Ottolina

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