Bacco, Tabacco…e Venere. Partiamo da Bacco!

Il simpatico dio Bacco è una divinità della religione romana. Dio del vino e della vendemmia, arrivò nella penisola italica nel II secolo a.C. Il nome Baccanale deriva dal suo culto. Bacco viene raffigurato, dagli artisti di tutti i tempi, con il capo cinto di pampini, una corporatura morbida e burrosa, guance rosee, accompagnate da un’espressione ilare e soddisfatta, dovuta all’ebbrezza del vino. Regge spesso in mano, offrendola a chi lo ammira, una coppa del suo nettare. Va anche detto che il Senato Romano arrivò a proibire i riti a questa divinità per i vari disagi che, proprio i baccanali, arrecavano alla comunità. E nonostante la nostra simpatia nei suoi confronti, i suoi culti furono vietati nel 186 a. C.

Pensate che studi recenti tendono ad associare i primi degustatori del vino già al Neolitico e pare che questa scoperta sia stata del tutto casuale, poichè dovuta alla fermentazione naturale, avvenuta in contenitori in cui gli uomini conservavano l’uva e l’avevano dimenticata. Addirittura la Bibbia, nel libro della Genesi ( 9,20-27 ), attribuisce la scoperta del processo di lavorazione a Noè che, dopo il Diluvio Universale, avrebbe piantato una vigna, con il cui frutto egli fece il vino, che bevve fino ad ubriacarsi.

L’affermazione “un buon bicchier di vino rosso, fa buon sangue”, sta ad indicare che questa invenzione tanto apprezzata, è anche salutare, se ben dosata. L’uomo, nel corso di centinaia di migliaia d’anni, ha affinato sempre più le tecniche di lavorazione del vino, fino ad arrivare alle squisitezze che oggi possiamo degustare. Un calice di buon vino è il “compagno della tavola dell’uomo” da millenni e rallegra le nostre feste, sia sacre che profane. Può essere bianco, rosso, secco, dolce, fermo, frizzante e non potrà certo mancare alle future fiere e manifestazioni. Ci si auspica infatti, e con tutto il nostro cuore, che con tutto questo lock down, questa attività ed eccellenza italiana torni a ripartire.

Pensate che la nostra penisola poteva vantare un patrimonio unico al mondo, con 500 vitigni ed una produzione di 1400 tipi di vino, proveniente da tutte le regioni d’Italia. Un applauso vero e profondo va rivolto ai nostri imprenditori rimasti, che stanno facendo di tutto, per rialzare quel che è rimasto del nostro Paese. Ma attualmente, qual è il paese più importante al mondo, per consumo di vino? Nessuno penserebbe mai agli Stati Uniti! La Francia infatti, pare abbia perso il primato di leader nel mercato del settore. Il nostro amato Paese si piazza al terzo posto per il consumo interno, mentre orgogliosamente guadagna lo scettro, come primo produttore ed esportatore mondiale di vino. Ai francesi tocca solo il secondo posto!

Ma facciamo anche questo tipo di considerazione, a livello storico, per noi molto importante. L’Impero Romano dette un impulso assai rilevante ed innovativo alla produzione del vino, diffondendo questa bevanda in Gallia, in Hispania, in Acacia e Siria, facendo sì che, da prodotto essenzialmente elitario, divenisse una bevanda di uso quotidiano.

Ora ci auguriamo che questa crisi indescrivibile, dovuta alla pandemia per Coronavirus, riporti i nostri imprenditori del settore nuovamente in cima alla classifica. Gia svantaggiati con la sciagurata entrata nell’euro, molti di questi eroi, che creavano migliaia e migliaia di posti di lavoro nella filiera vitivinicola, si sono suicidati e non permettiamo più, in nessun modo, che questo possa riaccadere per dei furti e per l’incapacità di governare dell’attuale classe politica.

Licia Ottolina

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