Governo: la BCE bacchetta l’Italia sulla limitazione del contante

Governo: la BCE bacchetta l’Italia sulla limitazione del contante oltre che per la mancata interpellanza in tal senso.

La BCE inizia ad avere qualche dubbio sui provvedimenti e sulla tenuta del Governo giallo-rosso, in tal senso è di oggi una lettera inviata al premier in cui si condanna il taglio dei contanti da 3000 a 2000 euro al mese.

La Banca Centrale Europea, bacchetta il governo anche per non essere stata consultata sul decreto legge 124 del 26 ottobre 2019 coordinato con la legge di conversione del 19 dicembre, ed assume un atteggiamento critico nei confronti di Conte sull’introduzione del limitazione all’utilizzo del contante, giustificato dal Governo per contrastare l’evasione fiscale. La Bce fa capire che il governo italiano, prima di intraprendere la lotta al contante, avrebbe dovuto avvisare Francoforte.

A tal proposito, Bagnai ha riportato che proprio la Bce ritiene che il governo dovrebbe dimostrare che queste limitazioni siano realmente in grado di ottenere i risultati prefissati. Non solo, secondo la Banca Centrale, la possibilità di effettuare pagamenti in contanti è spesso fondamentale per alcune classi sociali come anziani, immigrati e meno abbienti e soprattutto permette l’inclusione di tutta la popolazione nell’economia. Da Bruxelles, è arrivata, quindi, una lettera che boccia la misura proposta dall’esecutivo italiano.

Il tenore della missiva è rabbrividente: “Mentre in uno Stato membro possono esistere in generale altri mezzi legali di estinzione dei debiti pecuniari diversi dai pagamenti in contanti, la loro disponibilità in tutti gli strati della società a costi comparabili con i pagamenti in contanti dovrebbe essere verificata con attenzione dalle autorità nazionali competenti”.
Il motivo, prosegue la Banca, è semplice: gli altri mezzi possono “avere caratteristiche diverse” rispetto ai classici pagamenti cash, e quindi “possono non costituire delle alternative del tutto equivalenti” e limitare il contante può mettere “ampie fasce della popolazione” nella condizione di non poter accedere ai più tecnologici strumenti bancari di pagamento.

FONTE: Finanza Online

Filippo Cesare Vernazza

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