Caso Autostrade, è il preludio ad un’inversione di tendenza?

Caso Autostrade, è il preludio ad un’inversione di tendenza e alla formazione di “veri imprenditori pubblici”?

Quella della famiglia Benetton è una traiettoria abbastanza tipica del capitalismo italiano, a base famigliare e dotata di inventiva, intraprendenza e una certa dose di spregiudicatezza. A partire dal settore dell’abbigliamento, gestito in modo innovativo anche grazie a compagne comunicative, i Benetton hanno accumulato un notevole capitale investito in vari settori del tutto diversi da quello originario.

Una pagina non particolarmente brillante della storia della famiglia è stata costituita dai grandi investimenti agro- immobiliari in America Latina, e sopratutto in Argentina, caratterizzati da saccheggio selvaggio delle risorse naturali e sopratutto violazione dei diritti dei popoli indigeni. Sempre sostenuti da un ampio arco di forze politiche bipartisan e dalla gran parte della stampa nazionale, i Benetton si sono insediati nel ganglio strategico delle comunicazioni, mediante la società Autostrade, fino al tragico crollo del ponte Morandi, un episodio che scoperchiò privilegi e incompetenze, rese possibili dalla connivenza della pessima classe politica  italiana, sempre pronta a prostrarsi  di fronte agli sghei, per recitare in modo automatico e ripetitivo il mantra nauseabondo della privatizzazione come soluzione a tutti i problemi.

E con questa si apre forse la possibilità d un’inversione di tendenza. In pratica, occorrerà formare una nuova generazione di funzionari e imprenditori pubblici che non siano, una sorta di caricatura mal riuscita di quelli privati. La pandemia ci ha dimostrato che un altro mondo non è solo possibile ma anche urgentemente necessario, se non vogliamo perpetuare un modello di sviluppo destinato a creare sempre maggiori sprechi, usurpazioni di denaro pubblico, attentati continui ai diritti fondamentali dei cittadini in nome del profitto.

Alina T. Ciurescu

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