Deforestazione: il caffè rischia l’estinzione

Deforestazionee cambiamento climatico: la pianta di caffè rischia l’estinzione

Il caffè è una delle bevande più consumate in tutto il mondo ma è anche una pianta particolarmente delicata, che viene coltivata in specifiche condizioni ambientali in alcune regioni di America Latina, Asia e Africa. Secondo alcuni studi, a causa della deforestazione e dei cambiamenti climatici, nel 2050 le zone dove potrà essere coltivato il caffè saranno soltanto la metà di quelle in cui cresce attualmente, con grosse conseguenze sulla produzione, la disponibilità e i soprattutto i prezzi.

Negli ultimi anni, in paesi come la Colombia la produzione di caffè ha già iniziato a calare: gli interventi da attuare per adattarsi alle nuove condizioni di coltivazione sono costosi, i prezzi bassi danno guadagni esigui e diversi agricoltori stanno cosi ripiegando su altri tipi di coltura. I ricercatori di Kew hanno individuato le specie vulnerabili utilizzando i criteri della “lista rossa” dell’Unione Internazionale per la conservazione della natura, che identificano le caratteristiche che rendono una specie animale o vegetale a rischio. Tra queste c’è anche la caffea arabica, che è la pianta da cui proviene il tipo di caffè più popolare in commercio.

Le piante di caffè crescono in aree dove le temperature si mantengono tra i 18 e i 21 gradi, con giornate calde ( ma non troppo) e notti fresche; le precipitazioni non devono essere troppo abbondanti e una stagione secca assicura una fioritura ottimale. I ricercatori hanno quindi ipotizzato che l’innalzamento delle temperature e l’aumento delle alluvioni previsti come conseguenza del cambiamento climatico, assieme alla deforestazione e alla diffusone di malattie e parassiti, renderanno molti terreni inadatti alla coltivazione delle piante di caffè nei prossimi anni. La pianta del caffè ha inoltre un ciclo vitale particolarmente irregolare: ciascuna pianta impiega 3-4 anni prima di produrre le bacche, e la qualità e la quantità del raccolto calano col passare del tempo. La crisi del caffè non avrà effetti soltanto su un numero ancora maggiore di piccoli agricoltori in America Latina, Africa e Asia, ma anche su chi consuma caffè quotidianamente nel resto del mondo.

Alina T. Ciurescu

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