Recovery Fund, previsto l’arrivo in primavera inoltrata

Recovery Fund, previsto l’arrivo in primavera inoltrata l’Italia chiede l’anticipo

Fino a qualche giorno fa, e prima che il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni chiarisse nella sua audizione in Parlamento del 1 settembre  scorso che le risorse del Recovery Fund arriveranno a primavera inoltrata, vi era l’aspettativa all’interno della maggioranza e del Governo che si potesse ottenere una sorta di “anticipo” in tempi brevi, in realtà il 10% delle risorse assegnate al nostro Paese, pari a circa 20 miliardi, potrà confluire nella legge di Bilancio ma l’effettiva finalizzazione delle risorse relative ai programmi contenuti nel Recovery Plan nazionale potrà avvenire solo quando vi sarà stato il via libera della Commissione europea e del Consiglio Ue.

Con l’attivazione del 27,4 miliardi del Fondo Sure (il programma di aiuti previsto dalla Commissione Ue per attenuare i rischi di disoccupazione causati dalla pandemia), l’Italia risparmierà 5,5 miliardi in spesa per interessi nell’arco di 15 anni. Risparmi che andrebbero ad aggiungersi ai 5 miliardi in meno in 10 anni garantiti dall’eventuale ricorso al “Mes pandemico”. Per la Banca d’Italia si consentirebbe in tal modo di “sottrarre le necessità dei finanziamenti del Tesoro ai capricci di mercato”.

Quanto al Recovery Fund, la stima dei tecnici di Via Nazionale è che i 120 miliardi che verranno concessi al nostro paese sotto forma di prestiti (il resto è composto da sovvenzioni) potranno comportare agli attuali tassi una spesa per interessi inferiore di circa 1,3 miliardi l’anno, rispetto a quella che sarebbe necessario mettere in campo ad oggi considerato che il rendimento di BTP  decennali è attualmente pari a poco più dell’1 per cento.

Alina T. Ciurescu 

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