Da Lunedì l’Italia torna in “rosso”

Oggi la decisione di Draghi ma, da Lunedì, quasi tutta l’Italia sarà in “zona rossa”. Alcuni governatori e sindaci pronti a prendere misure più restrittive anti Covid.

Da lunedì oltre 54 milioni di italiani in zona rossa su 60. Per arginare l’avanzata delle varianti del Covid l’Italia rivive un incubo chiamato “lockdown”, anche se, di fatto che non sarà pesante e totale come quello dello scorso anno. Ieri ci sono stati 373 i morti imputabili al Coronavirus, in Italia, contro i 332 del giorno prima. Crescono anche i nuovi contagi 25.673 (mercoledì 22.409). Le terapie intensive sono a quota + 32, i ricoveri +365, con l’occupazione delle terapie intensive al 32% (sopra la soglia del 30%) e quelle di area non critica al 36%, con molte Regioni in condizioni ben peggiori. Anche il fatto che i tamponi processati sono saliti a 372.217 non basta a spiegare l’aumento di casi: il tasso di positività è infatti del 6,9%, in aumento dello 0,7%.

Il Consiglio dei ministri, convocato per stamani alle 11.30 dopo un confronto tra governo e Regioni, varerà un decreto legge che correggerà in senso restrittivo il Dpcm dal governo Draghi emesso il 2 marzo, prevedendo un stretta simile a quella messa in atto a Natale per tutta la settimana di Pasqua. Inoltre si prolungherà il divieto di spostamento tra Regioni in scadenza il 25 marzo fino al 6 aprile compreso. Il Cdm dovrà anche decidere se estendere il giro di vite a tutti i weekend, ipotesi al momento considerata improbabile vista la resistenza di buona parte della maggioranza. Da escludere un “lockdown generale”, che nessuno vuole com preso lo stesso Cts.

La misura degli interventi dipenderà però anche dalla relazione che il professor Silvio Brusaferro dell’Iss farà stamani ai ministri. È da quella fotografia sui dati che si deciderà il livello degli interventi. A Basilicata, Campania e Molise, già rosse da una settimana, si aggiungeranno quasi sicuramente Piemonte (Rt a 1,41), Lombardia (Rt a 1,3), Emilia-Romagna (incidenza oltre 400) , Friuli-Venezia Giulia (Rt a 1,3), Marche (incidenza sopra 250), provincia di Trento e Bolzano, che hanno un’incidenza sopra i 300 casi e, con ogni probabilità, il Lazio (oggi giallo, farebbe un duplice salto) e il Veneto, che hanno un Rt sopra 1,25 e uno scenario in netto peggioramento. E forse anche la Calabria che ha una incidenza sopra 300, e oscilla tra arancione e rosso. Con dati al limite ci sarebbero  Abruzzo e Toscana, che dovrebbero però rimanere in arancione assieme ad Umbria e  Liguria. Puglia e  Valle D’Aosta dovrebbero passare da giallo ad arancione. La Sicilia potrebbe essere l’unica regione a rimanere in giallo, la Sardegna per la seconda settimana consecutiva sarà invece in zona bianca.

Ai passaggi di fascia si aggiungeranno, come è sempre stato dall’inizio dell’epidemia, eventuali misure restrittive regionali a discrezione dei governatori. Ad esempio è certo che in una Toscana, che resterà arancione, da lunedì la provincia di Prato sarà zona rossa, il che comporterà anche la chiusura di tutte le scuole.

Filippo Cesare Vernazza

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