Tik Tok il nuovo social molto discusso per la morte giovanile

Tik Tok il nuovo social molto discusso per la morte giovanile, lo conoscete?

Si sa, i social network ormai sono parte integrante della vita di tutti noi, specialmente tra i più giovani.

Uno in particolare sta acquisendo sempre più popolarità, si chiama Tik Tok, una nuova piattaforma in cui è possibile condividere brevi video, commentarli con i propri amici e aggiungere il proprio apprezzamento con il famoso pollice in su.

La possibilità che i cortometraggi diventino virali è piuttosto facile, dando vita così a vere e proprie star di questo social con milioni di followers che, possono influenzare con delle “challenges” ovvero sfide, anche i vostri figli, spingendoli a dare vita a balletti e sketch divertenti, ma talvolta anche a gesti molto pericolosi, in special modo per i più piccoli.

Questo purtroppo è il caso della piccola Antonella, che per imitare i propri idoli ha preso parte ad una di queste challenge, che spinge chi la affronta a legarsi una cintura intorno al collo, ma purtroppo, per la povera ragazzina, qualcosa è andato storto.

“La cintura con cui si è uccisa, gliel’ho data io”, queste sono le parole del padre della piccola, deceduta a Palermo il 22 gennaio 2021 per soffocamento.

Angelo, il padre, aggredito dal senso di colpa, dichiara che in famiglia non c’erano segreti e che Antonella è sempre stata una bambina molto ubbidiente, per questo si sono fidati a regalarle lo smartphone nuovo come dono del Natale appena passato.

La mancanza di controllo da parte dei genitori sull’uso che la piccola ne facesse, come spesso accade in migliaia di famiglie italiane e in generale nel mondo, ha portato alla luce delle cronache italiane questa triste vicenda.

Antonella ha perso la vita una volta chiusa in bagno mentre stringeva il nodo della cintura dell’accappatoio che poi non è più riuscita ad allentare.

La verità è sui bambini ci vuole controllo maggiore per evitare tragedie come questa, soprattutto se si tratta di un mondo vasto come quello di internet, già ben noto da anni per essere spesso la maschera di malintenzionati.

I genitori devono controllare, osservare, capire, intuire e se serve anche spiare i propri figli onde evitare che possano distruggersi la vita.

Siamo tutti vicini alla famiglia della piccola, ci stringiamo a loro nel dolore, augurandoci che tragedie come questa non si ripetano mai più, in quanto sono vere e proprie pugnalate al cuore per chiunque.

Che i genitori non si fidino troppo a lasciare nelle mani di chi è ancora giovane un mondo assai grande da gestire come quello di internet, il quale, potrebbe rivelarsi velocemente un girone infernale, abbindolante e profondamente crudele.

Giacomo Monteforte

Assistente del direttore Filippo Cesare Vernazza

 

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