Andrea Monteforte, un uomo a tutto tondo, progetti e sogni post-pandemici

Andrea Monteforte si racconta, un uomo a tutto tondo, progetti e sogni post-pandemici

Andrea Monteforte, 55 anni, milanese di adozione e campano per nascita. Un uomo che nella vita non si è fatto mancare davvero nulla. Parlando con lui capisci immediatamente di avere a che fare con uno che le sa e che le ha fatte tutte. Di qualsiasi cosa tu parli, lui la sa, a dir poco disarmante. Compositore, scrittore, cantautore, autore tv, imprenditore, produttore, manager, editore, discografico. Queste sono solo alcune delle tante attività che, instancabilmente, svolge.

Andrea Monteforte è un uomo a tutto tondo, carismatico, affascinante, uno che sa benissimo quello che vuole, uno che ben sa come funzionano le cose e di quali ingredienti ha bisogno il mondo per essere un posto migliore. Carattere dolce, accogliente, altruista, disponibile, ma al contempo forte, selettivo, determinato, pragmatico,  temerario, con un’intelligenza viva, veloce, sicuramente sopra la media. Quando gli ho chiesto perché mai avesse smesso di realizzare i suoi album da cantautore, mi ha guardato per un attimo e con parole strette in uno schietto sorriso mi ha risposto…

“Ho smesso quando mi sono accorto che in realtà ciò che mi apparteneva era soltanto la musica e non tutta la macchina infernale che gli girava intorno, era diventato stancante e molto frustrante non avere il controllo delle proprie attività quotidiane, in altre parole della propria vita”.

In che senso?

Vedi Filippo, ero giovane, coraggioso, pervaso da una sana ambizione, ma all’inizio non conoscevo affatto i retroscena della professione che svolgevo e man mano che li scoprivo, dentro di me cresceva sempre di più il desiderio di abbandonare. Non ero più gratificato da ciò che facevo, era come se la musica, i concerti, le canzoni, non mi appartenessero più, quando poi il giocattolo si è definitivamente rotto, non ho avuto alcuna voglia di aggiustarlo, avevo solo un gran bisogno di cambiare aria e dedicarmi ad altro, quindi non ho esitato, sono andato via senza rimpianti e senza mai voltarmi indietro.

Immagino non sia stato facile per te?

No, infatti, mi stavo separando da un pezzo importante della mia vita perciò, benché interessarmi ad altro fosse ciò che in quel momento desiderassi più di ogni altra cosa, il passaggio non fu a cuor leggero, anzi, piuttosto drammatico direi.

La musica però fa sempre parte della tua vita? Scusa, ma faccio fatica a credere che dopo aver lavorato con tanti nomi importanti, dopo aver calcato i palchi più prestigiosi, dal  Premio Tenco al Festival di Sanremo, dopo avere addirittura penetrato il mercato statunitense, cosa che capitano a uno su un milione, tu possa aver definitivamente chiuso con la musica.

No, assolutamente no, la musica è costantemente presente nella mia vita, solo non più come front-man e non più a tempo pieno. Oggi la musica rappresenta soltanto il 10% dei miei interessi, del mio business. La produco, la pubblico, la gestisco, la suono, la scrivo, ma non la canto più, se non in rare occasioni e solo quando ne ho voglia. Vedi, io ho bisogno di spaziare, di cambiare continuamente cose, luoghi, persone e situazioni, altrimenti rischio di perdere gli stimoli, morire di noia. Sono fatto cosi, è la mia natura, da sempre, prendere o lasciare.

Dal punto di vista letterario invece cosa bolle in pentola Andrea Monteforte?

Sta per uscire il mio nuovo libro, ma questa volta non si tratta di un romanzo, bensí di un’opera dissacrante, con una scrittura senza mezzi termini, zero fronzoli, nuda e cruda, piena di slanci, parole dirette, forti, a tratti forse anche troppo, contiene molte verità, credo. E’ un libro che cerca il confronto con chi lo legge, che fa riflettere, i temi trattati hanno l’ambizione di far nascere delle domande, innescare una discussione. Ovviamente lo spero, staremo a vedere. Mi auguro riesca ad incontrare il favore dei lettori, esattamente come è già successo per quelli precedenti.

Ha già un titolo?

Si, Sproloquio.

Perché Sproloquio?

Perché lo è per davvero, credimi, avrai modo di scoprirlo da solo leggendo il libro.

Ma si tratta del tuo Sproloquio?

E già, il mio, ovvio, anche se sono convinto che incontrerà grande condivisione.

So che sei molto impegnato anche sul fronte concerti che organizzi principalmente all’estero?

Vero, è da molti anni che insieme al mio socio Efrem Sagrada organizziamo concerti in giro per il mondo, in questo momento stiamo aspettando che cessino le restrizioni dovute al covid per poter ripartire. Stiamo già riprogrammando Zucchero a Bucarest e Albano e Romina sempre a Bucarest in Romania.

E poi?

Beh, stiamo lavorando ad un progetto davvero enorme, una cosa di cui al momento non posso dire molto, ti posso solo anticipare che si tratta della piazza Rossa a Mosca, con il coro dell’armata Russa e la Philarmonica di S Pietroburgo.

Ah.. cosa fai ci tieni sulle spine?

Non vorrei, ma non posso anticipare null’altro, almeno per ora.

Mi sono giunte voci che stai lavorando ad un nuovo programma tv, lo hai già scritto?

A dire il vero siamo oltre il paper format, abbiamo già realizzato la pilot. Proprio domani unitamente ad Efrem e al mio avvocato Saverio Vacca, andremo ad incontrare il direttore di rete per discutere gli ultimi dettagli del contratto.

Si tratta di network?

Assolutamente sì!

Come si chiama il programma, almeno questo possiamo saperlo?

Certo, questo si. Si chiama “MEET YOUR BILLIONAIRE”

Intrigante, quali sono i contenuti Andrea Monteforte?

Beh, adesso vuoi sapere troppo, ti dico solo che grazie a “MEET YOUR BILLIONAIRE”, molte ragazze potranno finalmente realizzare i propri sogni, il resto lo sveleremo man mano che le puntate andranno in onda. Verrà realizzato tutto tra Milano e Dubai. Chissà, forse renderemo meno grama la vita di qualche aspirante miliardaria. Ad ogni buon conto sappi che è un programma audace, dalle grandi prospettive, persino arrembante oserei dire.

Addirittura, sono molto curioso, se vengo in studio da te mi fai vedere la zero?

Credo si possa fare.

Ho visto che hai creato una nuova società con sedi in diverse parti del mondo, sto parlando della 2716, di cosa si occupa nello specifico?

Per adesso abbiamo tre punti strategici, siamo presenti a Milano, Bratislava e Hollywood, ma nei prossimi sei mesi, pandemia permettendo, puntiamo ad aprire anche a Londra, Vienna e Praga.  La 2716 è la mia ultima creatura, una music company sulla quale ho investito molto tempo e lavoro, facciamo un’attività particolare, credo che non ci sia nessun altro a svolgerla  Siamo dei veri e propri “International Rights Hunters”, chiaramente legati al diritto artistico in generale.

Cioè? Bello, spiegami….

In sostanza andiamo a recuperare tutta una serie di proventi dovuti ad artisti e produttori che, purtroppo, molto spesso,  finiscono nelle tasche sbagliate.

E quindi voi andate a chiederli indietro?

Esattamente, facciamo in modo che i soldi vengano restituiti ai reali aventi diritto.

E chi non accetta di ridarli Andrea Monteforte?

Viene denunciato.

È già successo?

Si,  diverse volte.

E come è andata a finire?

Hanno pagato e con i dovuti interessi.

Caspita Andrea, per gli artisti la 2716 è una realtà che non ha precedenti.

Verissimo, in effetti credo proprio che sia l’irruzione di una dimensione nuova.

Oggi quando un artista, un produttore, subisce un torto, per non dire il furto dei propri proventi, sa dove andare, sa a chi rivolgersi. Viene in 2716 e noi sappiamo cosa fare. Cosa importante da aggiungere è che agli artisti non costa nulla in termini economici, non devono tirare fuori un solo centesimo, l’attività la svolgono i miei legali a costo zero per loro.

Ti faccio i miei complimenti Andrea, hai creato una cosa bellissima, grazie a te, “i creatori d’arte” da adesso in poi si sentiranno un po’ più al sicuro.

Più tutelati senza alcun dubbio —- e poi c’è da aggiungere che oltre al recupero dei diritti, la 2716 è anche una Publishing Company e una Record Label, per cui puoi immaginare, musica a tutto campo.

Ultima domanda Andrea e poi ti lascio andare.

Dimmi pure…

Hai in programma viaggi di lavoro in questo periodo oppure ti fermi a Milano per un po’?

Guarda, parto per Bratislava lunedì prossimo, vado a pianificare il lavoro della sede slovacca della 2716, da lì poi mi sposto a Vienna.

Come fai con le restrizioni?

Non me ne parlare, un gran casino, tamponi ogni tre per due, un supplizio, sono esausto, ma non c’è altra possibilità, perciò va bene così, l’importante è poter essere operativi in qualche modo, nonostante la pandemia.

Beh, allora buon viaggio e buon lavoro Andrea, in bocca al lupo per tutto!

Grazie Filippo, buon lavoro anche a te, crepi il lupo.

Filippo Cesare Vernazza

 

 

 

 

 

 

 

 

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