Mario Draghi: “soldi più velocemente possibile”

Mario Draghi: “soldi più velocemente possibile”, via libera da parte del Cdm al decreto Sostegni

Via libera del Cdm al decreto Sostegni. Dopo un lungo braccio di ferro tra i partiti nella maggioranza è stata trovata l’intesa sul tema della cancellazione delle cartelle fiscali. Alla fine è passata la proposta di mediazione avanzata dal ministro Daniele Franco e dal premier Mario Draghi, dubbioso su una sanatoria di ampio respiro caldeggiata da Lega e Forza Italia. Confermata la soglia di 5.000 euro per le vecchie cartelle da stralciare, ma nel periodo 2000-2010, anziché 2015. E solo con un reddito Irpef che non superi i 30mila euro. Il premier Mario Draghi ha definito la norma un «condono» che però sarà limitato ad una piccola platea, sotto un certo reddito «e forse con minore disponibilità economica. Avrà impatti molto molto limitati».

Draghi: pagamenti dall’8, in aprile entrano 11 miliardi

«Capisaldi del decreto sono il sostegno alle imprese, al lavoro e l’aiuto contro la povertà. Una operazione da 32 miliardi che è ancora parziale e sarà corretta con un nuovo scostamento ad aprile» ha scandito Draghi in conferenza stampa al termine del Cdm. Per quanto riguarda gli aiuti a imprese e partite Iva «i pagamenti inizieranno l’8 aprile, per chi avrà fatto domanda. Se tutto va come previsto oggi, 11 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile».

«Difficile regole Patto stabilità restino uguali»

«Verrà il momento di guardare al debito pubblico ma non è questo, in un’economia sostanzialmente in recessione. Non è questo il momento di pensarci. Le regole del patto di stabilità verranno discusse ed è difficile che restino uguali: in Germania è stata avanzata una richiesta di debito, in Spagna e Francia anche» ha aggiunto il premier.

«Vaccino? Farò Astrazeneca»

Per quel che riguarda la scuola «sarà la prima a riaprire quando la situazione dei contagi lo permetterà. Sarà la prima attività a essere riaperta, riprendendo perlomeno la frequenza scolastica fino alla prima media». Sul fronte vaccinazioni per il premier «non va bene che le regioni vadano in ordine sparso», perché «noi andiamo forte a livello nazionale ma le Regioni sono molto difformi, alcune arrivano al 25% e altre al 5%. Quanto ad Astrazeneca: «Non mi sono ancora prenotato ma lo farò».

Aiuti a imprese e autonomi con calo fatturato del 30%

C’è dunque l’accordo sui contributi a fondo tributo a imprese e ai titolari di partita Iva con fatturato fino a 10 milioni, che hanno visto scendere di almeno il 30% il proprio volume di affari lo scorso anno. Il meccanismo sarà articolato in cinque fasce, e offrirà a seconda delle dimensioni dell’attività economica un assegno tra il 20% (per le più grandi con fatturato tra 5 e 10 milioni) e il 60% (per le più piccole con fatturato fino a 100mila euro) del calo medio mensile. Gli aiuti saranno di minimo 1000 euro per le persone fisiche (2000 per le persone giuridiche) e massimo 150mila euro. Su base annuale il contributo sarà pari al 5% del calo di fatturato per le partite Iva fino a 100mila euro, e scenderà fino all’1,7% per quelle tra 5 e 10 milioni. Nella bozza è prevista anche la possibilità per gli operatori in grande difficoltà (riduzione di oltre il 30% del volume d’affari) di accedere a una definizione agevolata delle cartelle. Previsti poi un fondo da 200 milioni per le categorie economiche più colpite, incluse le imprese operanti nel settore matrimoni ed eventi; 200 milioni in più per il sostegno delle filiere agricole e della pesca; 100 milioni per la cancellazione di fiere-congressi; 150 per le fiere internazionali.

Doppia proroga stop licenziamenti

«È prevista la scadenza per giugno per quei lavoratori che sono accompagnati da ammortizzatori ordinari per giugno e gli altri vengono accompagnati dal prolungamento dei meccanismi di sostegno fino alla fine dell’anno, questo è fatto su certe previsioni epidemiologiche ed economiche, poi vedremo» ha detto il presidente del COnsiglio Mario Draghi sulla proroga del blocco dei licenziamenti contenuta nel decreto Sostegni. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha aggiunto che è previsto per i primi «l’azzeramento del contatore cig che consentirà di utilizzare gli ammortizzatori che già esistono».

Estensione stop causali contratti a tempo fino a 31 dicembre

L’ultima bozza proroga il congelamento del decreto Dignità: le clausole relative ai contratti a termine non si applicheranno fino a fine anno. «Fino al 31 dicembre 2021 – si legge nel documento -, ferma restando la durata massima complessiva di 24 mesi, è possibile rinnovare o prorogare per un periodo massimo di 12 mesi e per una volta sola i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato».

1,5 miliardi per esonero contributi autonomi

Nella bozza è previsto un miliardo e mezzo di euro per sovvenzionare l’esonero dei contributi previdenziali dovuti da lavoratori autonomi e professionisti che «abbiano percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e abbiano subito un calo del fatturato, o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33%, rispetto a quelli dell’anno 2019». Beneficiari della misura saranno gli iscritti alla gestione separata dell’Inps, gli associati agli Enti di previdenza privati e privatizzati e gli iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (Assicurazione generale obbligatoria).

Via libera a vaccini anche nelle farmacie

Allo scopo di rafforzare la platea dei vaccinatori, la bozza del decreto apre alla possibilità di vaccinarsi anche in farmacia. La somministrazione, sperimentale per il 2021, avverrà con farmacisti appositamente formati. Il decreto destina complessivamente a vaccini e cure anti-Covid oltre 4,5 miliardi: 2,1 miliardi per l’acquisto di dosi, 700 milioni per i farmaci, 1,4 miliardi per i compiti del Commissario (stoccaggio, logistica, campagne di informazione), 345 milioni per il coinvolgere più medici possibile, 50 milioni come remunerazione aggiuntiva delle farmacie. Altre voci, come le agevolazioni per la riconversione industriale alla produzione di vaccini, non sono ancora quotate.

Enti locali, 1,26 miliardi in più

Il dl Sostegni porta risorse agli enti locali: la nuova bozza prevede infatti un incremento di un miliardo di euro il fondo 2021 per gli enti locali (che arriva a 1,5 miliardi, 1,35 per i Comuni e 150 per Città metropolitane e Province) e di 260 milioni per quello di Regioni e Province autonome. In una bozza del primo marzo l’incremento era di 1,6 miliardi. Sono confermati 800 milioni di euro per il Trasporto pubblico locale e 250 milioni per il 2021 per il ristoro parziale dei Comuni per le minori entrate per la mancata riscossione dell’imposta di soggiorno o del contributo di sbarco.

Fonte: Governo

Filippo Cesare Vernazza

 

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