Il calcio italiano sta morendo?

Il calcio italiano sta morendo, c’è qualcosa che non va.

In Europa, le squadre italiane si sono sempre fatte strada a testa alta.Quest’anno però, in Champions League, non c’è più nessuna italiana in competizione già dopo gli ottavi di finale. L’Inter di Antonio Conte, squadra più in forma del campionato in testa alla classifica è stata eliminata ai gironi di qualificazione per accedere agli ottavi di finale.

Juventus e Atalanta sono ormai delle sentenze, pur trovando avversari complicati riescono a far valere il loro potenziale col proprio organico superando sempre le fasi iniziali, ma questa volta purtroppo non sono andate oltre, CR7 non è bastato per sconfiggere i connazionali del Porto e la Dea pur affrontando il Real Madrid di Zizou in maniera più che egregia, non ha portato a casa il risultato sperato.

La Lazio, sorpresa di quest’anno, approda agli ottavi dovendo affrontare i campioni in carica del Bayern Monaco, che però sigillano il risultato già nella gara di andata con 4 reti rifilate a Reina.Il calcio Italiano, come ben sappiamo, è da sempre quello più studiato in assoluto, la preparazione tecnica dei nostri allenatori fa spesso la differenza, per non parlare di quella tattica.Negli anni, questa attenzione ai minimi dettagli ha portato i suoi frutti, ad oggi nella Top 10 dei club europei troviamo ben 3 società italiane del calibro del Milan, che conta ben 7 trofei di Champions League, L’Inter con 3 e la Juventus con 2.

Spesso, parecchi calciatori che passano alla Serie A e del calcio italiano da un campionato estero, non riescono a trovare subito il giusto atteggiamento da tenere in campo, e parlo di calciatori di fama mondiale con un potenziale indiscutibile, basti pensare al caso più recente e lampante del Danese Eriksen, approdato all’Inter con l’entusiasmo alle stelle dei tifosi nerazzurri, ma che ad oggi si trova a dover lottare con le unghie e con i denti per ricavarsi il suo spazio. L’accanimento sulla tattica, fa si che in campo i calciatori giochino con la ragione oltre che coi piedi, e questo spesso nei campionati esteri ha stravolto delle situazioni complicate, ecco uno degli esempi più scontati ma che è sempre bello ricordare.

Torniamo nel 2015, nella Premier League inglese approdano nuove squadre promosse dalla divisione precedente.Fra queste c’è il Leicester, che nel mercato estivo a sorpresa di tutti proclama l’italiano Claudio Ranieri nuovo CT delle Foxes, che porta nel proprio organico solo due calciatori dalla Serie A e un giovane francese di nome N’golo Kanté, per il quale non servono presentazioni.

Inizia la nuova stagione, Ranieri in seguito a parecchi e preziosi pareggi si fa un’idea dei ragazzi che ha tra le mani, allora inizia un lavoro tattico che stravolgerà completamente l’annata. Il CT italiano, mette in luce una nuova stella del campionato inglese, Jamie Vardy. Nessuno crede nelle Foxes, tranne Ranieri, che vittoria dopo vittoria, si trova in testa alla classifica battendo i diretti rivali del Tottenham. La strada inizia a farsi in salita, ma Ranieri induce i suoi a non mollare mai, fino a che anche con l’ausilio di un pizzico di fortuna, riescono a dare il lieto fine a una favola che non cesserà mai di esistere, le Foxes, con l’incredulità del mondo sono i nuovi campioni d’Inghilterra e ci hanno insegnato come il cuore e la tattica siano valori inestimabili nel mondo del calcio.

E’ questo lo spirito che forse sta mancando alle squadre del nostro campionato, le rose della Serie A ad oggi non hanno nulla da invidiare a quelle europee e il piano tecnico è come da sempre sublime. I nostri CT devono riuscire a infondere quella fame di vittoria che Ranieri ha trasmesso ai suoi ragazzi del Leicester, sarebbe meraviglioso vedere come la passione di noi tifosi possa in qualche modo influenzare quella della nostra squadra del cuore, dando speranza e supporto ai nostri calciatori.

Giacomo Monteforte

Assistente di Filippo Cesare Vernazza

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